Il mio Pride Stampa Alternativa 2006 
Da settembre 1999 ho tenuto una rubrica su Pride, il mensile a tematica omosessuale più diffuso in Italia diretto prima da Roberto Schena e poi per molti anni da Giovanni Dall’Orto, ed ora da Gianni Rosso Barilli. 
In questi ultimi anni il modo in qui la società percepisce la figura dell’omosessuale è profondamente cambiato. Da un presidente di An, Gianfranco Fini, che non aveva vergogna di dichiarare che un omosessuale non poteva insegnare a scuola, si è passati allo stesso politico che ha dovuto ammettere una sconfitta elettorale di fronte a Niki Vendola, gay militante, eletto a presidente della regione Puglia. Da una pressoché totale assenza di personaggi gay nella televisione, si è giunti quasi a un’eccessiva esposizione. 
Da una censura preventiva sulle tematiche gay nel mondo della carta stampata, si è arrivati ad un attenzione che coinvolge non solo i giornali militanti, ma anche i grandi quotidiani nazionali.
Certo il cammino è ancora lungo, le discriminazioni sul mondo del lavoro, nella vita quotidiana e anche in quella culturale, per esempio, sono ancora radicate, spesso più nascoste e difficili da svelare, ma tuttavia ancora efficaci. Ma un cambiamento c’è stato.
Come si è arrivati a questo punto? E d’altra parte perché ancora in Italia non esiste una legge contro le discriminazioni sessuali, e nessuna tutela alle coppie di fatto?
L’elezione del primo deputato gay italiano, il World Pride del 2000 a Roma, la nascita di un circuito di locali e di imprese gay, sono alcuni degli elementi che hanno caratterizzato le tappe di un cammino tutt’altro che concluso. 
Gli articoli che seguono, una selezione fra quelli pubblicati negli ultimi anni, affrontano e raccontano questi eventi, e quanto questi abbiano cambiato non solo la società italiana, ma anche il modo in cui gli omosessuali percepiscono loro stessi. Non più come ombre nascoste di una società bigotta, ma soggetti politici attivi, con una propria cultura e visione del mondo, che ha qualcosa da dire e da insegnare, soprattutto su temi forti come la guerra, la discriminazione e il razzismo.   
Ovviamente anche il mondo si evoluto ed è cambiato e i temi della globalizzazione e della pace, del confronto con l’islam, e con le altre culture, hanno lasciato il segno sugli omosessuali.
Scritti nel corso di sei anni, gli articoli che leggerete sono talvolta legati a fatti di cronaca, e spesso militanti, per ciò passionali forse, ma proprio per questo riescono maggiormente a descrivere l’attualità, la Storia recente, dal punto di vista omosessuale, con tutto ciò che comporta. E anche per questo mi sono limitato a un editing leggerissimo, che non tradisse la carica emotiva del periodo e dell’evento a cui sono legati.
Il quadro della società che ne esce non è certo completo, anzi è forse fin troppo parziale, ma all’interno di un pensiero unico dominante o che pretende di dominare, la parzialità diventa una sorta di grimaldello per scardinare le troppe ipocrisie. 
In coda ho aggiunto anche tre “pezzi”, usciti sempre su Pride, al di fuori della rubrica, perché parte del discorso che durante gli anni ho voluto portare avanti, e con orgoglio.



  Gli ultimi anni del movimento gay e lesbico descritti con grande acume.
Una lettura necessaria.  Pride.