Golinelli, quasi provetto pianista della musica soffusa, procede per tocchi sulla tastiera... E a rendere leggero l'uso dell'arma forte del suo talento è stata una crescita nel senso religioso (religiosità laica) della figura umana. Questa religiosità si respira negli scorci, molto ben resi, nel micro della vita. La conquista stilistica è grande, il favore del critico indubbio. Alberto Bevilacqua La Felicità della signora il Saggiatore 1996 La "signora" di Golinelli trasmette una forza e un'ingenuità non indifferenti, nella sua lotta impari di ogni giorno: il suo girare impellicciata accanto al figlio in jeans, il fascino paralizzante che ha su di lei l'idea di rubare un ombrello, la sua decisione di mettersi in società con uno dei figli e l'estrema fatica che fa a ricevere il denaro di un affitto. Liberazione

Un ritratto borghese dal vivo che si snoda attraverso l'espediente di racconti che si intrecciano e si rimandano in un coacervo descrittivo. Quasi un mosaico che si ricompone e scompone incessantemente... Un opera matura in quanto nessuna delle persone che Golinelli fa entrare nel tessuto  del racconto è lasciata da parte. - Avvenimenti
La Signora è sui sessantacinque anni. E' sposata e madre di tre figli: uno più irrequieto, l'altro decisamente per bene, e uno sfuggente ed enigmatico, irrisolto nei confronti della vita. Un romanzo costruito attraverso brevi racconti, come gli episodi di un telefilm: in esso scorre la vita della Signora, il suo matrimonio fallito, il tentativo di divorzio presto rientrato, le difficoltà economiche, il rapporto coi figli, l'eterno orrore della vita in una borghesia di provincia perennemente in cerca di riscatto. Una costellazione di eventi, di storie quotidiane e piccole tragedie che non fanno rumore: l'approdo alla maturità del Golinelli narratore.